MILANO, THE LAST SUPPER RECALL - GALLERIA CREDITO VALTELLINESE MILANO

Dal 31 Ottobre 2020 al 03 Dicembre 2020

Milano

Luogo: Galleria Credito Valtellinese

Indirizzo: corso Magenta 59

class="mostra-cnt-par" style="text-align: justify;">Orari: martedì su prenotazione ore 10 - 12; mercoledì – venerdì ore 14 - 19; sabato ore 9 - 19. Chiuso domenica e lunedì

Curatori: Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio

Costo del biglietto: ingresso gratuito. Film Warhol obbligo prenotazione

E-Mail info: mostramilano@gmail.com

Sito ufficiale: http://www.creval.it

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LaGalleria del Credito Valtellinese- Refettorio delle Stelline affonda le radici nel passato antico della città di Milano, ricollegando l’opera di Leonardo da Vinci a grandi nomi dell’arte contemporanea, comeWarhol,Spoerrie a iniziative di importanti storici dell’arte.

Un collegamento istituzionale che si rinnova oggi anche grazie all’accordo di valorizzazione fra la Direzione regionale Musei Lombardia, istituto che coordina e gestisce 12 musei statali sul territorio lombardo, fra cui ilMuseo del Cenacolo VincianoeCreval, e prevedeazioni di rete sul territorio, come la promozione congiunta dell’attuale evento e l’organizzazione di itinerari e circuiti di visita.

L’esposizione, presentata dal celebre storico dell’arteFlavio Carolicurata daLeo GuerraeCristina Quadrio Curzio,è accessibile dal 31 ottobre al 3 dicembre e si sofferma sul tema dell’Ultima Cena conopere iconichelegate alla Pop Art accostate a quelle di artisti contemporanei, oltre a una sezione dedicata aproiezioni,filmatie a un nutritocorpus documentario.
Risalta l’accostamento storico fra il tema dell’Ultima Cena e la Galleria Creval, dove nel 1987 si tenne la mostra site-specificAndy Warhol. Il Cenacolo, che vedeva l’artista americano, protagonista assoluto della Pop-Art, fare una dichiarazione d’amore e allo stesso tempo uno “sfregio” verso il capolavoro leonardesco, moltiplicato e trasfigurato in cromatismi industriali, camouflage e passaggi serigrafici dal marcato tono industriale.

L’omonima opera di WarholThe Last Supper, un metro per un metro, caratterizzato dalla ripetizione bipartita dell’Ultima Cena virata in magenta e nero, entrato in collezione Creval dopo l’evento dell’87, pochi mesi prima della scomparsa, èl’elemento focaledella mostra, che si snoda nell’esposizione dei lavori di grande formato diDaniel Spoerri, Bruno Bordoli,Filippo Avalle, Elia Festa.

L’attuale mostra trae forza anche dal progetto realizzato daPhilippe Daverionel 2007 per la Galleria Creval, in cui per la prima volta si soffermò sul tema iconografico dell’Ultima Cena, con un interessante innesto dedicato alla figura del mercante e gallerista grecoAlexandre Iolas, che fu anche il primo direttore artistico dello spazio milanese.

In mostra spicca il lavoro diDaniel Spoerri, importante esponente del Nuoveau Realisme, rappresentato da una biforcazione creativa che vede, da un lato l’olio su tavolaLa Cénedel 1988: un piccolo oggetto dipinto su legno convesso, con raffigurazioni naif e applicazioni a collage - pentole, piatti, bicchieri - prese in prestito dai giochi delle bambole e dall’altro due opere che fanno parte della sezione proiettiva.

Dell’artista comascoBruno Bordoliè propostoCenacolo,un olio e acrilico su tela grezza del 2007 (cm 194x252), oltre a due schizzi che hanno dato il via al lavoro dell’artista; quest’opera di grande formato dialoga con l’intera installazione ambientale, dove sono inoltre presenti l’Ultima Cenadel 2007 diFilippo Avalle, che si caratterizza per la sua composizione stratigrafica in metacrilato di sorprendente magnetismo prospettico ad effetto ologramma. Il lavoro è accompagnato dal disegno preparatorio su carta dal titoloUltima Cena: inizio di un viaggio infinito nel cervello-mente, realizzato nello stesso anno.
Elia Festainvece indirizza il suo percorso di reinterpretazione diThe Last Supperconcentrando il commento iconografico sul binomio Cristo/Luce, da cui scaturisce la sua personale visione del fenomeno rappresentato in questo capolavoro vinciano. La sua opera su tela di cm 140x280 si staglia su un fondo nero, dal quale emergono, sotto forma di filamenti brulicanti e sovrapposti, i tratti riconoscibili dell’affresco leonardesco; sono inoltre esposti numerosi lavori preparatori.

La riccasezione adibita alle proiezioni, che occupa l’esatta metà della Galleria, è un vero e proprio “doppio” della mostra, che comprende due proiezioni delle opere diDaniel Spoerri: le trediciTavolein marmo statuario con leUltime cenedi personaggi illustri, da Cristo a Oetzi, da Goethe a Freud, situate in permanenza a Sondrio presso il Grand Hotel della Posta e la proiezione virtuale di una sua ‘prova d’autore’ che consiste nella ricostruzione plastica delle suppellettili e delle vivande dell’Ultima cenaleonardesca.

Si ammira l’importante rassegna cinematografica in pellicola 16mm dei film di Andy Warhol, fra cui “Kiss”, “Haircut#1”, “Eat”, “Restaurant (aka l’Avventura)”, “Soapopera”, “Salvador Dalì”, in prestito dal dipartimento di audiovisivi delMoMA di New Yorke curata da Cineteca Milano. Sono stati scelti ifilm realizzati da Warhol dal 1963, anno in cui l’artista decide di cimentarsi nell’arte cinematografica con la sua prima cinepresa Bolex 16mm, fino al 1966. I film di questo primo periodo si possono definire minimali, sono infatti girati a inquadratura fissa, raccontano storie e stralci di vita incentrati sulla sua celebreFactory,situata al quinto piano del 231 East 47th Street, composta da pittori, musicisti, attori improvvisati e scapestrati con il sogno di diventare stelle del firmamento hollywoodiano. Latecnicautilizzata da Warhol è semplice ed elementare, film muti o con suoni minimi in presa diretta, utilizzo esclusivo del bianco e nero, montaggio basilare e drastico, spesso orientato a infrangere le regole dell’unità di azione e contenuto del linguaggio cinematografico. Anche nell’utilizzo abituale del piano-sequenza Warhol suscita nello spettatore una sensazione di snervante attesa davanti a sequenze colme di immobilità e di perdita del concetto di tempo.

Di particolare interesse sono ilcorpus documentarioe imateriali di repertorioconservati negli archivi del Creval parallelamente alla produzione delle mostre, tenutesi in più di trent’anni nelle Gallerie di Milano, Sondrio, Acireale e Fano. Si tratta una serie di cataloghi commissionati dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, fra cui si annoverano importanti testimonianze come laristampa anastatica dell’albo“Il Cenacolo” edito da Mondadori con la Galleria Philippe Daverio, per la cura diAlexandre Iolas; l’operadiDamien Hirst“The Last Supper® Damienhirst” del 2000, in serie di 13screenprintsda 152,5x101,5 cm tirata in 150 stampe offset per The British Council e presentata in esclusiva al Refettorio delle Stelline all’inizio del millennio; ilciclo pittoricodiMarthial Rayssedal titolo “Hereux Rivages”, raccolto in 13 riproduzioni offset contrassegnate con numeri romani, dedicato all’installazione specifica di una grande opera su tela esposta nel 2007-2008 nell’abside settentrionale di Santa Maria delle Grazie; ifascicoli monograficidedicati alle opere diAntonio Recalcati“L’ombra della Croce”, 2007;Daniel Spoerri“Ultima Cena”, 2007 eVelasco Vitali“Ultima Cena”, 2007; ilreprint del catalogodella mostra diHermann Nitsch“L’Ultima Cena” tenutasi alle Stelline e al Centre Culturel Français de Milan nell’anno 2000; la ristampa delprogetto fotograficodiDominique LaugèeValeria Manzidal titolo “Voies d’Hommes”, 2007; una selezione dinumeri del magazineAndy Warhol’s Interview” contrassegnati da untimbro a tampone- anch’esso presente in mostra - emesso dalla Galerie Alexandre Iolas in occasione della vernice milanese di Warhol del 1987.

L’inaugurazione della storica mostraAndy Warhol. Il Cenacolodel 1987 e il suo allestimento sono ricordati attraverso una serie divintage printsdiMaria Mulascon ritratti di Warhol e di persone a lui vicine.

La rassegna dei documenti, degli oggetti e deimemorabiliacollezionati attorno all’icona leonardesca – e al suorecallwarohliano – culmina con l’esposizione delposterdella mostra “Andy Warhol. Il Cenacolo” e del suobozzettoa mano libera, elaborato dall’artista e grafico grecoPetrossu incarico di Iolas e del Credito Valtellinese nel 1986.

A sottolineare il legame con il Museo del Cenacolo è anche l’accordo di valorizzazione tra Creval, Direzione regionale Musei Lombardia e Museo del Cenacolo Vinciano.Come ribadisceEmanuela Daffra,a capo della Direzione regionale Musei della Lombardia, “in questo momento così complesso e sfidante sia più che mai importante costruire azioni comunicon altri musei pubblici e privati, compartecipare politiche e programmi di intervento, definire strategie di promozione condivise che diano mutua risonanza ai progetti culturali.Fare crescere, in una parola,il sistema museale Lombardo.In questo senso, il lavoro comune con ilGruppo Credito Valtellineseè una apertura sul futuro, ed è, insieme, testimonianza della perdurantefecondità dell'opera leonardescanella storia delle arti visive”.Fecondità che è sottolineata anche daPadre Guido Bandinelli,priore dei Padri Domenicani di Santa Maria delle Grazie, che ricorda come “l’Ultima Cena di Leonardoesercitiancora tale fascino, perché non tanto o non soltanto capolavoro religioso di arte sacra, ma opera universale, in grado di parlare ai soggetti più disparati, alle culture più lontane, all’uomo di ogni estrazione ed età”.

La mostra è prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con la collaborazione del Museo del Cenacolo Vinciano, della Fondazione Daniel Spoerri, di Cineteca Milano e Centro Culturale “Alle Grazie”.

CALENDARIO PROIEZIONI FILM DI ANDY WARHOL - ore 17.30


Martedì 17 novembre - KISS
Andy Warhol, USA, 1963, 54’, 16mm, muto. Int.: Rufus Collins, Johnny Dodd.
Primo film girato da Andy Warhol. Diverse coppie – donna e uomo, donna e donna, uomo e uomo – si baciano per tre minuti e mezzo ciascuno.
Giovedì 19 novembre - HAIRCUT #1
Andy Warhol, USA, 1963, 24’, 16mm, muto. Int.: John Daley, Fred Herko.
Film sperimentale realizzato alla celebre Factory, situata all'epoca al 231 della East 47th Street, a Manhattan, New York, al centro delle riprese un taglio di capelli.
Sabato 21 novembre – EAT
Andy Warhol, USA, 1963, 28’, 16mm, muto. Int.: Robert Indiana.
Il film sperimentale ritrae l'esponente dellapop artRobert Indianaimpegnato nell'atto di mangiare per l'intera durata del film.
Martedì 24 novembre - SOAP OPERA
Andy Warhol, USA, 1965, 34’, 16mm. Int.: Edie Sedgwick, Ondine, Bibbe Hansen.
Un gruppo di artisti, modelle e attori cena al ristoranteL’Avventura di New York dialogando su viaggi passati e futuri.
Giovedì 26 novembre – RESTAURANT
Andy Warhol, USA, 1964, 46’, 16mm. Int.: Baby Jane Holzer and Sam Green
Immagini silenziose di vita domestica si alternano a pubblicità televisive ad alto volume. Esempio chiave della sperimentazione radicale dell'artista e dello smantellamento della televisione sia come mezzo tecnologico che come apparato affettivo.
Sabato 28 novembre - SALVADOR DALÌ
Andy Warhol, USA, 1966, 22’, muto, 16mm. Int.: Salvador Dalì.
Documentario che Warhol dedica al pittore surrealista Salvador Dalì, frequentatore occasionale della Factory di Andy Warhol.

Inaugurazionevenerdì 30 ottobre ore 17-19.15(obbligo prenotazione)
Per la sicurezza del pubblico e del personale in Galleria, l’accesso alla mostra in occasione dell’inaugurazione, sarà limitato a 50 persone alla volta, suddivise in turni successivi a partire dalle ore 17.00.

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